Oggi a Genova 

Sfregiato con vernice rossa il monumento a Mameli, il Comune annuncia il ripristino del monumento in tempi brevissimi

È successo in via XII Ottobre, vicino a piazza Corvetto. L’opera si trova in un’aiuola segnata anche da rifiuti e incuria. Montanari: «Offesi la storia e il patrimonio di Genova». Ferrante assicura un intervento coordinato con la Soprintendenza: «Attiverò velocemente Aster come già fatto per il Ponte Monumentale»

Il volto di Goffredo Mameli, autore del testo dell’Inno d’Italia, è stato imbrattato con vernice rossa. Il monumento marmoreo che lo ricorda si trova in un’aiuola di via XII Ottobre, a pochi passi da piazza Corvetto. Ignoti hanno spruzzato il colore direttamente sul ritratto, deturpando l’opera.

La scultura è collocata in un’area già segnata da una situazione di degrado: intorno si trovano rifiuti vari, mentre cartoni e coperte usati come riparo da alcune persone senza dimora sono sistemati nelle vicinanze.

Il luogo ha anche un valore simbolico per la storia risorgimentale genovese. Da piazza Corvetto, il 10 dicembre 1847, partì il corteo di patrioti diretto al Santuario di Nostra Signora di Loreto, a Oregina. In quell’occasione il “Canto degli italiani”, scritto da Mameli, fu eseguito per la prima volta in pubblico.

«Un bene che appartiene alla memoria della città»

A commentare l’episodio è l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che definisce il danneggiamento «un atto di inciviltà» contro un’opera appartenente alla memoria storica e all’identità cittadina.

«Si tratta di un episodio particolarmente spiacevole, giunto a pochi giorni dalla riapertura del Museo del Risorgimento e nell’imminenza del bicentenario della nascita di Goffredo Mameli – ha dichiarato Montanari –. Come amministrazione ci siamo già attivati, in coordinamento con i tecnici competenti e la Soprintendenza, per garantire un intervento tempestivo di ripristino e pulizia del monumento. La tutela e la valorizzazione della cultura passano prima di tutto dal rispetto dei luoghi che rappresentano la nostra storia».

Il bicentenario della nascita di Mameli, nato nel 1827, ricorrerà nel 2027. L’Amministrazione, ha aggiunto l’assessore, sta lavorando per coinvolgere le strutture competenti e definire le modalità con cui intervenire sulla superficie marmorea.

Il precedente del Ponte Monumentale

L’assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni Massimo Ferrante assicura che sarà attivata rapidamente Aster, l’Azienda Servizi Territoriali Genova, come già avvenuto dopo i graffiti comparsi sul Ponte Monumentale.

Lo scorso luglio, la rimozione delle scritte dal basamento del ponte aveva richiesto un intervento particolare, concordato con la Soprintendenza e realizzato insieme a una ditta specializzata nel trattamento delle superfici. La pietra, porosa e delicata, era stata pulita con applicazioni ripetute di una soluzione capace di trattenere i pigmenti, alternate a lavaggi a pressione controllata. Il procedimento aveva permesso di eliminare la vernice senza danneggiare il materiale.

In quell’occasione Ferrante aveva sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra efficacia della pulizia e tutela della pietra: «La cura e la protezione dei beni comuni richiedono un’attenzione straordinaria: operare sul materiale lapideo storico significa muoversi lungo un equilibrio millimetrico tra l’efficacia dell’azione chimico-meccanica e la salvaguardia della materia originale».

L’assessore aveva definito l’intervento sul Ponte Monumentale «una vera e propria opera di tutela e valorizzazione del patrimonio», assicurando l’impegno dell’Amministrazione nella difesa dei luoghi simbolo della città. Ora una procedura altrettanto attenta dovrà essere valutata per il monumento a Mameli, tenendo conto delle caratteristiche del marmo e delle indicazioni della Soprintendenza.

La pulizia non cancella il problema dell’area

Il ripristino della scultura potrà restituire decoro al monumento, ma nell’aiuola e nei suoi dintorni restano anche problemi più ampi, tra rifiuti, ripari di fortuna e cantieri che da tempo condizionano la zona. L’episodio riporta così l’attenzione non soltanto sulla protezione dell’opera, ma anche sulla manutenzione e sulla vivibilità di un’area centrale che custodisce un segno importante della storia genovese.


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